Mer, 13 Novembre 2019

Controlla i tuoi dispositivi KNX Ekinex con la voce

Il 2018 ha visto la definitiva affermazione degli assistenti vocali integrati negli home speaker offerti da alcune grandi società internazionali. Da poco più di gadget per richiamare un brano musicale o ascoltare le previsioni meteo, gli assistenti vocali stanno diventando strumenti sempre più pervasivi, con riflessi su molte attività della vita quotidiana. Ora questi dispositivi si propongono anche come interfaccia di controllo facile e intuitiva per l’intera smart home, permettendone il controllo più immediato che si possa pensare, semplicemente pronunciando l’azione da compiere.

Home speaker e assistenti vocali: solo una moda del momento?
Agli home speaker con assistente vocale va riconosciuta innanzitutto l’estrema semplificazione nel rapporto tra il mondo fisico e quello digitale, ivi compreso naturalmente l’impianto domotico di una smart home. Il funzionamento di questi apparecchi è ormai noto: un home speaker resta sempre in ascolto e si attiva soltanto quando viene pronunciata una frase specifica del costruttore. Chi non ha mai provato a chiedere qualcosa pronunciando dapprima “Alexa" di fronte ad Amazon Echo od “Ok Google" per Google? Ma dietro l’apparente semplicità e il prezzo accessibile di questi apparecchi, si cela in realtà una tecnologia piuttosto sofisticata che porta nelle case di ognuno di noi il futuro sotto forma di intelligenza artificiale e machine learning. Si tratta di due caratteristiche fondamentali: mentre la prima consente il riconoscimento vocale grazie a speciali algoritmi, la seconda mette in grado gli apparecchi di imparare e di migliorare nel corso del tempo le loro capacità. Sorprende forse che il controllo vocale non sia una vera novità e abbia avuto dei predecessori vent’anni fa. All’inizio del millennio esistevano già soluzioni tecniche che permettevano di controllare un impianto domotico pronunciando precise frasi. Si trattava tuttavia di apparecchi piuttosto costosi, impegnativi da configurare e mettere in servizio, pensati principalmente per agevolare la vita di disabili e anziani non autosufficienti. 
 
 

 
Nel 2019 cambia lo scenario

La recente discesa in campo in Europa degli operatori OTT (Over-The-Top), l’ovvio riferimento è in particolare alle società Amazon, Apple e Google, apre altre prospettive. Con poche decine di Euro è possibile procurarsi un altoparlante intelligente dotato di assistente vocale integrato. Secondo la ricerca IDC (International Data Corporation), nel 2018 sono stati venduti 16 milioni di altoparlanti intelligenti con assistente vocale integrato, di cui 7,5 milioni solo nel quarto trimestre, grazie al traino rappresentato dagli acquisti natalizi. E la stessa IDC prevede che nel 2023 in Europa si venderanno 48 milioni di home speaker. Rispetto alla fase pionieristica, l’acquisto di questi dispositivi non è più determinato da fattori come la semplice curiosità o l’impulso, ma dalla crescente presenza nelle abitazioni di oggetti connessi e di soluzioni domotiche. 

L’interfacciamento a KNX

Per mezzo di un gateway, gli home speaker più diffusi possono essere interfacciati anche all’impianto domotico KNX di una smart home. Oltre ai comandi vocali, si può effettuare il controllo di Ekinex anche con le App offerte dagli OTT. L’interfacciamento all’impianto domotico è piuttosto agevole. Il tool di configurazione del gateway permette l’importazione del progetto realizzato con ETS, un’operazione tipicamente svolta dall’integratore di sistema che configura i dispositivi KNX e mette in servizio l’impianto KNX. La configurazione prevede in genere pochi passaggi; dopo avere deciso con i proprietari di casa quali funzioni domotiche devono essere rese disponibili al controllo vocale, si provvede a collegare gli indirizzi di gruppo dell’impianto KNX con la sintassi prevista dal particolare home speaker e si provvede al collaudo finale.

 
 
Può diventare un elemento importante dell’offerta domotica

La tentazione di considerare il controllo vocale delle funzioni domotiche come un mero gadget è comprensibile. Ma, a un esame più attento, ci sono diversi fattori che parlano in favore di questa novità. Prima di tutto bisogna riconoscere che il controllo di una smart home è già stato molto semplificato grazie alle App per smartphone. Esiste però una fascia di utenti che non ha dimestichezza con la tecnologia e in uno stesso nucleo famigliare oggi convivono persone con attitudini molto diverse rispetto all’uso del telefono cellulare. In questi casi, il controllo vocale offre la possibilità di interagire con la smart home nella maniera più naturale possibile, senza dover percorrere menù di scelta o interpretare segni convenzionali o simboli grafici. Poi occorre considerare le esigenze degli utenti più fragili anche di fronte alle semplici azioni quotidiane da compiere in un’abitazione; è il caso di persone con disabilità e anziani non autosufficienti la cui qualità di vita potrebbe migliorare significativamente dall’utilizzo della domotica in combinazione con il controllo vocale. Ma forse l’aspetto più interessante del controllo vocale è che, agli occhi degli utenti finali, tutto appare integrato in modo nativo nella smart home. In realtà raramente è così, dato che l’home speaker è interfacciato a una molteplicità di servizi e prodotti (singoli o interi sistemi) che parlano linguaggi assai diversi fra loro. Questa “molteplicità" resta però nascosta agli utenti finali che hanno la percezione di un’unica interfaccia fra loro e il mondo della smart home. E non è un vantaggio da poco: regolare una luce diventa semplice come sapere che temperatura c’è all’esterno e lo strumento utilizzato è uno solo: la voce.

Una tecnologia in evoluzione

Il controllo vocale può quindi rappresentare a breve termine una piccola rivoluzione nel campo dell’interfaccia uomo-macchina in ambito domestico, rendendo più accessibili sistemi e tecnologie il cui utilizzo è ritenuto impegnativo da quegli utenti poco propensi alla tecnologia. In ogni caso, non vanno neppure sottovalutati alcuni aspetti che occorre migliorare per consolidare la tecnologia:

  • La catena di azioni necessarie, ad esempio, è piuttosto lunga: una volta pronunciata la frase, infatti, la traccia audio prodotta è trasferita dall’home speaker nel cloud dove un motore di elaborazione del linguaggio naturale provvede alla sua traduzione in formato digitale, ottenendo un file di testo. A questo punto si deve individuare il servizio o l’apparecchio interessato, inoltrare la richiesta in un formato che sia intelligibile e infine dare un riscontro all’utente finale percorrendo la catena in direzione opposta, dal cloud verso l’home speaker. In questo senso, sarebbe sicuramente preferibile avere sempre a disposizione anche l’opzione del funzionamento in locale.

  • La sintassi è ancora un po’ rigida e occorre sicuramente maggiore flessibilità per interpretare l’azione richiesta dall’utente finale. Dovranno essere riconosciuti modi diversi di esprimere la stessa richiesta, soprattutto per evitare di imparare a memoria un lungo elenco di frasi per il controllo dell’impianto domotico. I costruttori di home speaker sono però costantemente al lavoro su questa esigenza. 

  • In tema di privacy, infine, è ragionevole pensare a un intervento dell’autorità regolatrice per evitare rischi di sicurezza per i dati personali. Dalle conversazioni private degli utenti è tecnicamente possibile infatti catturare e conservare dei dati; dovranno perciò essere regolamentati diversi aspetti e assicurati gli utenti sulla riservatezza delle funzioni svolte e la protezione dei dati.

 

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