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Qualità degli ambienti interni

Smart Lighting

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Il quadro legislativo e normativo riguardante la progettazione degli edifici si è evoluto profondamente dall’inizio degli anni 2000.

L’Unione Europea ha posto l’attenzione sul fatto che gli edifici sono responsabili del 40% dei consumi finali di energia - e il 75% di essi è ancora energeticamente inefficiente - richiedendo agli Stati membri un grande recupero di efficienza attraverso direttive di recepimento obbligatorio. D’altra parte questa azione non deve andare a discapito del comfort e del benessere degli occupanti degli edifici, anche in considerazione dell’elevata quota di tempo trascorsa negli ambienti interni.

IEQ - Indoor Environmental Quality

Negli ultimi anni si è affermato perciò il concetto di “qualità degli ambienti interni” (o IEQ da Indoor Environmental Quality), un approccio globale che si articola in quattro dimensioni:

  • il comfort termo-igrometrico;
  • la qualità dell’aria;
  • il comfort visivo;
  • il comfort acustico.

Diversi studi scientifici hanno evidenziato che la qualità degli ambienti interni ha un effetto diretto sul comfort, sulla salute, sul benessere e sulla produttività degli occupanti di un edificio.

Impatto sulla produttività di elementi relativi all’edificio (fonte: BPIE)
Elemento Impatto sulla produttività Contesto
Illuminazione
Miglioramento del processo di apprendimento dal 7% al 26% negli ambienti con elevati livelli di luce diurna rispetto a quelli con bassi livelli
Scuole
Miglioramento del processo di apprendimento di ca. il 20% con un accesso supplementare alla luce diurna (mediante lucernario) rispetto agli ambienti privi di luce diurna
30% di incremento della velocità di lettura grazie alla luce fredda attivante
30% di incremento nella concentrazione grazie alla luce ottimizzata biologicamente
Riduzione della durata media della degenza (ricovero ospedaliero) tra il 16% e il 41% nelle camere con un elevato livello di luce diurna
Ospedali
Qualità dell’aria e illuminazione
Progressi significativi nel funzionamento cognitivo con miglioramento della qualità dell’aria e delle condizioni di illuminazione
Uffici
Comfort visivo

Per permettere alle persone di svolgere i compiti visivi in modo sicuro, efficiente e accurato occorre predisporre correttamente la funzione illuminazione.

I requisiti di base sono:

  • un’adeguata illuminazione per garantire sicurezza e movimento;
  • condizioni per facilitare la prestazione visiva e la percezione del colore;
  • comfort visivo accettabile per coloro che utilizzano lo spazio.

I criteri da adottare variano naturalmente a seconda delle attività da compiere in un certo ambiente, ma devono in ogni caso assicurare condizioni visive confortevoli.

Per “comfort visivo” si intende una condizione soggettiva di benessere visivo indotto dall’ambiente luminoso, come indicato dalla norma UNI EN 12665.

Nell’offrire la condizione di comfort visivo, il progetto dell’ambiente luminoso deve considerare due fattori:

  • la prestazione visiva;
  • la gradevolezza dell’ambiente.

La prestazione visiva è definita dalla velocità e dall’accuratezza con cui si svolge il compito visivo; per questo sono determinanti l’illuminamento e la luminanza nell’ambiente e sul piano preso a riferimento, ma entrano in gioco anche altri fattori, come la dimensione del compito visivo e la distanza dagli occhi. Non manca però anche un elemento soggettivo, rappresentato dalle capacità visive della singola persona. La gradevolezza dell’ambiente riflette la sensazione generale percepita in un ambiente ed è perciò influenzata da diversi fattori come le caratteristiche spaziali e funzionali dell’ambiente, le preferenze, le attitudini e gli aspetti psicologici legati alla persona e i diversi contributi forniti dalla luce naturale e da quella artificiale.

Ambienti di qualità, costi inferiori

Oggi la voce di costo più grande nelle organizzazioni è in genere il personale e consiste in retribuzioni, contributi al sistema sanitario e costi sociali indotti: sorprendentemente può arrivare a essere dieci volte maggiore del costo relativo alle postazioni lavorative.

Gli ambienti di scarsa qualità determinano assenze più frequenti che causano un aggravio di costo proprio alla voce “personale”. Nei casi più lievi si tratta di indisposizioni e malesseri passeggeri; se trascurati, possono però indurre conseguenze più serie. Non di rado, si diffonde la sindrome da edificio malato (nota anche come Sick Building Syndrome); in questo caso, non si riesce a identificare malattie specifiche, ma le persone manifestano disturbi che appaiono legati al tempo passato all’interno dell’edificio e che tendono a scomparire quando se ne allontanano.

Valore dell’investimento

La realizzazione di un edificio con un’elevata qualità degli ambienti interni non ha soltanto benefici effetti sulle persone che vi trascorrono il loro tempo, ma può rivelarsi un ottimo investimento.

In base a ricerche recenti, vi sono almeno tre ordini di vantaggi:

  • un maggiore valore dell’edificio; un eccellente ambiente interno si traduce in un valore superiore anche dell’8% rispetto a un edificio standard e il “premio di prezzo” che il mercato è disposto a riconoscere è destinato a crescere nei prossimi anni;
  • una maggiore rendita di locazione per l’intero edificio o per le sue parti, quantificabile in un 5-10% in più;
  • un tasso di occupazione più elevato (intorno al 10%) degli ambienti lavorativi.

(fonte: REHVA Journal)